Vincent Van Gogh: Il mistero del centimetro di tela mancante dal quadro “Il Seminatore, al tramonto”.

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Vincent van Gogh, Seminatore con sole al tramonto, 1888. Olio su tela, 73 x 92 cm. Fondazione EG Bührle

Vincent van Gogh, Seminatore con sole al tramonto, 1888. Olio su tela, 73 x 92 cm. Fondazione EG Bührle, Zurigo

Vincent Van Gogh:

Il mistero del centimetro di tela mancante dal quadro “Il Seminatore, al tramonto”.

“Il Seminatore, al tramonto” di Vincent Van Gogh (1853-1890). Olio su Tela Misure: 73,5 x 93 cm Fondazione E. G. Buehrle Collection, Zurigo – Svizzera (Sammlung E. G. Bührle, Zürich – Switzerland)

Nel 2008 quattro opere sono state rubate dalla collezione privata Buehrle a Zurigo, del valore complessivo di 200 milioni di franchi . La casa- museo, da allora è per il pubblico praticamente inaccessibile. La collezione dell’industriale Emil Buehrle è considerata una delle più importanti collezioni d’arte private del mondo. Il focus di interesse della collezione sono gli impressionisti francesi e post-impressionisti del 19 ° Secolo. Sono rappresentati nella collezione tutti i grandi maestri dell’ impressionismo, come Claude Monet, Sisley, Edouard Manet, Paul Cézanne, Edgar Degas, Vincent van Gogh, Auguste Renoir e Paul Gauguin. La collezione d’arte dell’ industriale zurighese Bührle (1890 – 1956) è iniziata dopo la seconda guerra mondiale.

La voce del grano. Van Gogh ha preso la citazione di una poesia di Jules Breton, ed illustra il fascino dell’artista per la semina e la raccolta di grano e covoni nel campo, per lui simboli di eternità. Tre capolavori risalenti al 1888, sono le tre versioni dei seminatori. ( Si trovano ora: uno nella collezione del Kröller-Müller Museum ad Otterlo in Olanda, uno nella la Fondazione EG Bührle di Zurigo e uno nel Van Gogh Museum ad Amsterdam), l’ispirazione della figura dai seminatori di Millet e’ evidente. Van Gogh vedeva nei suoi seminatori alla fine della giornata di lavoro sotto il sole al tramonto, un sottile accenno al cerchio senza fine della vita. Vincent van Gogh è senza dubbio il piu’ grande genio e la piu’ triste figura nella storia dell’arte: dai suoi contemporanei fu disprezzato e ridicolizzato. Egli ha creato qualcosa di unico con i suoi dipinti senza precedenti. Il 27 Luglio 1890 si sparo’ un  colpo di pistola al petto. Mori’ due giorni dopo il 29 Luglio 1890.

L’ anno preciso non lo ricordo esattamente, ma molto probabilmente era l’ estate del 1973 (avevo 15 anni) quando mi recai a visitare per la prima volta a visitare la Collezione Bührle a Zurigo. La casa-museo e’ situata quasi alla periferia della citta di Zurigo, dove la cui riva del lago e’ denominata Gold-Küste (Costa d’ oro) perche’ da questa riva del lago vivono tutti i milionari della Svizzera. Abitavo ad una trentina di kilometri di Zurigo e vi andai con la mia prima bicicletta. Stetti tutto il pomeriggio ad ammirare questi capolavori dell’ arte. C’era anche un Rembrandt, ora si pensa che fosse di un suo allievo. Nel museo a visitare l’ esposizione c’ erano circa una decina di persone. Dopo la porta d’ ingresso dietro un piccolo tavolino sedeva un anziano portinaio che faceva i biglietti d’ entrata. Doveva essere anche italiano a giudicare dal volto, dalla bassa statura e da una fine giacca color marrone. Come si vede dalla foto, i primi due piani dell’ edificio sono risevati ai dipinti della collezione, mentre in cima, il terzo piano era l’ abitazione privata del collezionista, deceduto si’ molti anni addietro, ma rimasta uguale. Dato che non sapevo leggere il tedesco (sicuramento qualche cartello c’era) salii le ultime scale in legno e trovai la porta dell’ abitazione spalancata. In mezzo alla stanza su di un cavalletto di pittore c’ era il quadro di Van Gogh  “Il Seminatore, al tramonto”, senza alcun tipo di sicurezze e nessun altra persona si trovava nell’ abitazione. Erano quasi le cinque del pomeriggio ed il museo chiudeva alle cinque. Nel museo non era rimasto piu’ nessuno, c’ era solo il portinaio seduto al tavolino verso la porta di uscita. Presi questo Van Gogh tra le mani e rigirandolo in tutti i versi sapevo di aver tra le dita qualcosa di eccezzionale. Mi era anche venuta l’ idea  di buttarlo dalla finestra nel parco della villa.. Ma ero ancora troppo giovane ed avevo ancora troppo paura. Cosi’ timidamende ne strappai dal bordo esterno dove la tela viene piegata all’ angolo e inchiodato, un piccolo pezzettino per ricordo di una vera tela di Van Gogh. Ora sono passati tanti anni e ho traslocato innumerevoli volte. Chissa’ dove l’ avro’ perduto questo pezzettino di tela bianca che un centinaio di anni addietro aveva visto il piu’ geniale pittore della storia:  Vincent van Gogh.

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