I miei quadri: “Le tre Grazie”, olio su tela, 2015

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N.SK.-506;0; Canova, Antonio. The Three Graces.

N.SK.-506;0; Canova, Antonio. The Three Graces.

grazie-neoclassicismo-pittura grazie-picasso grazie-rubens Raffaello Sanzio, Le tre Grazie, 1498-1500, Chantilly, Museo Condé zgrazie-fiume zgrazie-saintphalle-levinstein zzgrazie-foto zzzgrazie-pubblicita

Poco tempo fa ho aquistato nel mercatino delle pulci tre tele bianche, nuovissime e non dipinte, pero’ con varie ammaccature e i legni erano estremamente contorti, ma il prezzo era interessantissimo. Tre nuove tele da dipingere a sole due Euro ciascuna. Non ci ho pensato due volte e li ho comprate tutte e tre. Un’ altra difficolta’ veniva dal formato estremamente non usuale: soli 20 cm. x 80 cm.. Cosa si puo dipingere su nun formato del genere? Di dipingerci sopra paesaggi non ne avevo voglia, roba astratta non mi piace. Rimaneva l’ opzione di dipingerci sopra tre figure femminili come nel mio trittico dipinto l’ anno precente, ma eseguiti a olio su tela con dimensioni molto maggiori, 81 x 40 cm., dal titolo ” Women in the Beach” per non scrivere “tre Grazie” perche non piu’ moderno. Avevo originariamente anche comprato queste tele per pochissimi Euro, ma avevano sopra gia’ su un lato la foto riprodotta di alberi in un bosco. Li avevo aquistati a quel misero prezzo solo per la tela bianca sul loro lato B. Cosi’ girai le tele e vi dipinsi tre figure femminili su una spiaggia al tramonto. Erano unite solo dalla striscia dell’ orizzonte del mare. Queste tele le ho esposte in una recente mia mostra, ma non sono state ne’ aquistate, ne’ nessuno aveva capito un collegamento alle celebri tre grazie dipinte nei vari secoli da svariati artisti.
Nella mia esposizione c’era chi passava vicino a questo quadro senza neanche girare il collo. C’ era chi allontanava i bambini e c’ erano le male lingue che sussurrano chissa’ qualcosa di meschino tra loro e chi estremamente religioso, sia cattolico che musulmano che gridava allo scandalo! La donna al suo stato naturale non poteva essere rappresentata, era troppo libera, questo da’ fastidio a chi considera la donna solo un oggetto da sottomettere. Ma e’ mai possibile che nel mondo di oggi esistano ormai ancora tanti pregiudizi? Comunque sia il nudo nell’ arte oggi viene considerato “passe’ “, qualcosa ormai che non si usa piu’ e solo gli artisti in passato prediligevano il nudo in stile accademico. Quest’ arte moderna relega nel dimenticatoio duemila anni di storia dell’ arte.
E si’ perche’ “Le tre Grazie” hanno origine nell’ arte greca:

Chiamate dai greci Cariti, erano figlie di Zeus e della ninfa Eurinome ed erano tre dee portatrici di gioia e bellezza. I loro nomi erano Aglaia (“lo Splendore”), Eufrosine (“la Gioia e Letizia”) e Talia (“la Prosperità”). “Le tre Grazie” presiedevano ai banchetti e alle danze, accompagnavano Afrodite ed Eros, le divinità dell’amore, e con le muse danzavano per gli dei al suono della lira di Apollo. Numerose sono le proposte di lettura per le Grazie, filosoficamente sono il principio base dell’amore (da Seneca), la Liberalità, in cui ciò che si dà viene restituito.

Latinizzate divennero “Viriditas”, “Splendor” e “Laetitia Uberrima” ovvero l’Adolescenza, lo Splendore e la Gioia Piena, o Letizia Fecondissima. Esse possono rappresentare anche tre aspetti dell’amore, descritti da Marsilio Ficino nel “de amore”: la Voluttà (Voluptas), la Castità (Castitas) e la Bellezza (Pulchritudo).

“Le tre Grazie” sono presenti in molte raffigurazioni di età romana (bassorilievi, affreschi, mosaici). Con il Rinascimento le leggendarie fanciulle vengono di nuovo riscoperte da Sandro Botticelli. Nella sua celebre “Primavera” (1477-1482) le tre donne danzano tenendosi per mano e vestite con leggeri veli. Bellezza, castità e amore sono idealizzati in una nuova filosofia neoplatonica.

Raffaello Sanzio dipinge nel 1505 anche “Le tre Grazie”, le tre donne nude e tengono i pomi delle Esperidi (simbolo di immortalità) in mano.

“Le tre Grazie” vengono riprese in seguito da altri artisti come Francesco del Cossa (1470), in un affresco del Correggio e in un disegno di Pontormo. In Germania, Lucas Cranach il vecchio dipinge “le tre Grazie” in tre differenti versioni. Il celebre pittore Rubens dipinge più volte le Grazie con corpi piu’ carnosi.

“Le tre Grazie” si trovano anche in sculture realizzate da Antonio Canova, James Pradier e Bertel Thorvaldsen.
Di Antonio Canova esistono due esemplari in marmo, molto simili solo differenti da alcune lievi modifiche e un dipinto in stile neoclassico.

“Le tre Grazie” vengono dipinte dal Preraffaellita Edward Burne-Jones, dall’artista viennese Koloman Moser, dal pittore dell’Art Deco detto Erte, da Robert Delaunay in stile cubista. Pablo Picasso dipinge “Le tre Grazie” in una decina di versioni in vario stile.

Nella scultura moderna “Le tre Grazie” sono presenti nelle sculture di Salvatore Fiume, Niki De Saint Phalle e Dorit Levinstein.

Il messaggio dell’arte è senza tempo e che anche l’arte più antica è presente nella nostra quotidianità, le opere ispirate alle tre Grazie continuano ad essere create ogni giorno in versione fotografica, sfruttando temi artistici in un nuovo linguaggio pubblicitario. (Samsung, Prada, WMF).