Nefertiti: cent’anni fa veniva scoperto il busto della Regina d’Egitto, il 6 dicembre 1912.

Nefertiti “compie” cent’anni

Il 6 dicembre 1912 veniva scoperto, da alcuni archeologi tedeschi, il preziosissimo busto della Regina d’Egitto Nefertiti. Quest’opera è considerata la più inestimabile rappresentazione del volto femminile dopo la Monna Lisa e il più grande tesoro del Neues Museum di Berlino. La città, per festeggiare i cento anni dalla scoperta, ha dato il via a un’esposizione speciale:  “In the light of Amarna”, che include anche gioielli mai esposti del periodo di Amarna, dissotterrati da Ludwig Borchardt e prestati da importanti musei, come il Metropolitan Museum of art di New York, il Louvre di Parigi e il British Museum di Londra. Nefertiti, la regina dagli occhi a mandorla e’ considerata una delle più belle donne della storia, la bellissima e misteriosa moglie del faraone Akhenaton, che regnò dal 1359 al 1342 a.C. durante la XVIII dinastia, ricordato per aver convertito il suo regno al monoteismo con l’adorazione del Dio Sole: Aton. La scultura, fragile e di grande valore, è l’opera più attraente del museo che ha riaperto nel 2009 dopo un grande restauro a opera dell’Architetto inglese David Chipperfield. La mostra che si e’ inaugurata il 7 dicembre,  e’ aperta fino al 13 aprile 2013 al Neues Museum di Berlino a cento anni della sua scoperta, avvenuta il 6 dicembre 1912 nella città imperiale di Amarna, oggi conosciuta come Tell el-Amarna. Il busto di Nefertiti, datato 3.330 a.c., fa parte dei reperti trovati nel 1912 nel corso di scavi archeologici in Egitto finanziati dal mecenate berlinese James Simon e per questo entrati in suo possesso. Questi nel 1920 donò il busto al Museo di arte asiatica di Berlino.

Il famoso busto fu scolpito su pietra calcarea: l’altezza è di 48 centimetri, mentre la lrghezza, alla base è di 19,5 centimetri. La scultura è ricoperta da uno strato di gesso per facilitare l’adesione del colore. La regina sfoggia una corona azzurro acqua, appiattita nella parte superiore, e un’ampia collana con decorazioni vegetali. Fatta eccezione per alcune imperfezioni riscontrabili sulla corona e sulle orecchie, prive di piccoli pezzi, la figura si conserva in ottimo stato. La presenza di buchi sui lobi lascia supporre che la scultura fosse provvista di orecchini, consuetudine diffusa in epoca amarniana. e fu trovato nel laboratorio dello scultore Thutmosi. L’artista dedicò la sua abilità alle parti del viso, del collo e alle orecchie, trattando invece il resto in modo meno accurato. Il busto costituisce un caso piuttosto isolato nell’ambito dell’arte egizia, e tale rappresentazione appare sempre in contesti religiosi o di sepoltura. Tra l’altro, l’assenza di un nome scritto, evenienza rara nell’ambito dell’arte funeraria, lascia supporre che si tratti di un modello di laboratorio che doveva servire come riferimento per gli apprendisti dello sculture. Si tratta comunque di un ritratto naturalista, prototipo dell’arte amarniana. Il busto presenta un’anomalia stranissima:è privo di un occhio, che non è andato perduto nel corso dei secoli, come erroneamente creduto, ma soltanto perchè non venne mai costruito: il bulbo oculare, infatti,non presenta tracce di lavorazione. Thutmosi non completò mai questo lavoro, che venne rinvenuto sotto una montagna di detriti, quasi completamente intatto. Quest’affascinante capolavoro, percio’ è soltanto un modello incompiuto, lasciato a metà dall’artigiano quando partì per Tebe. La particolarissima corona indossata da Nefertiti sui bassorilievi amarniani permette di identificarla con sicurezza. La sottigliezza del collo, la purezza del viso, la dolcezza e la serenità dell’espressione testimoniano l’abilità dello scultore e la bellezza della regina. Il busto di Nefertiti, secondo il rapporto dell’ archeologo tedesco Ludwig Borchardt è stato trovato il 6 dicembre 1912 e pubblicato nel 1923. Borchardt pubblicò nel 1913 un ‘rapporto preliminare’ sugli scavi a Tell el Amarna del 1912-1913. Corredò questa notizia con numerose fotografie. Un paio, due o tre riguardano proprio il ritrovamento del busto di Nefertiti. Una di queste ritrae il Borchardt con alcuni colleghi che tengono in mano il busto e quella del momento del ritrovamento, dove si vede la testa della regina che spunta dalla sabbia.

NEFERTITI

Nefertiti (Tebe, 1366 a.C. – Akhetaton, 1338 a.C.) è stata una regina egizia. Cambiò il suo nome in Nefer-neferu-Aton per onorare Aton, per seguire le nuove teorie religiose del marito, Amenofis IV, meglio conosciuto come Akhenaton, il faraone eretico.

Nfr t ii ti  La bella è arrivata

Nfr Nfr.u Itn  Nefer-neferu-Aton

Regnò a fianco del marito Akhenaton durante la XVIII dinastia, nel cosiddetto periodo Amarniano (da Tell el-Amarna, dove Akhenaton aveva portato la capitale). Poco si sa delle origini di questa donna, anche se sembra improbabile che fosse di sangue reale. Alcuni studiosi ritengono che il padre fosse un ufficiale di nome Ay, al servizio di Amenofi III. Nefertiti diede ad Akhenaton sei figlie. Cinque se si considera il ritrovamento della tomba di Maketaton secondogenita di Akhenaton, morta prematuramente in giovanissima età. In un’incisione, all’interno di una delle camere funerarie, è rappresentata una balia con un neonato tra le braccia. Si è a lungo pensato che quel neonato fosse in realtà il figlio della stessa Maketaton o di Merytaton e che entrambe le sorelle fossero morte di parto. Ma questa teoria è alquanto improbabile, visto che analizzando la mummia si è scoperto che la bambina aveva solo nove anni al momento della morte, ed era alta poco più di un metro. Un’ipotesi dell’archeologo ed egittologo Marc Gabolde, vuole che in realtà il neonato raffigurato, del quale non si conosce il nome, fosse, come scritto lateralmente all’incisione, “figlio della figlia di Nefertiti”. Nel momento della realizzazione dell’incisione le sei figlie di Nefertiti erano già nate, quindi non può riferirsi a nessuna di loro. Non ci sono tracce di eredi maschi e la successione dopo di lei rimane incerta. I successori di Akhenaton, Smenkhkhara e Tutankhaton (che più tardi modificò il suo nome in Tutankhamon), sono figli di un’altra moglie, Kiya, che divenne regina principale per un breve periodo dopo l’anno 12 del suo regno. Attorno al XVI anno di regno Kiya scomparve misteriosamente e nei documenti reali non venne mai indicata come vera e propria consorte reale, titolo concesso solo a Nefertiti.   Cosa sia successo in questo periodo non è noto. Sono state avanzate varie ipotesi sul perché la moglie principale sia cambiata. Si suppone che Nefertiti possa essere morta in questo periodo, o che sia caduta in disgrazia. L’ipotesi della caduta in disgrazia appare oggi meno probabile. Si ritiene che in realtà sia Kiya ad essere stata marginalizzata, e che alcuni documenti siano stati mal interpretati, portando a credere che ad essere allontanata fosse Nefertiti. Una terza ipotesi sulla sua scomparsa è legata all’improvvisa apparizione di un co-reggente al fianco di Akhenaton. Alcuni studiosi sostengono che questa persona altri non sarebbe che Nefertiti. Questa interpretazione appare dubbia, benché affascinante. In ogni caso, alcuni studiosi, tra cui Jacobus Van Dijk (responsabile della sezione amarniana del museo egizio di Oxford) si dicono certi di questo fatto. Sostengono che Nefertiti sarebbe anche salita al trono per un breve periodo dopo la morte del marito. Dall’iconografia ufficiale amarniana, appare, in ogni caso, che Nefertiti aveva assunto una importanza senza precedenti. Spesso appare intenta ad effettuare offerte al Sole, e sembra pressoché equivalente al faraone in termini di status. La regina ha senz’altro giocato un ruolo cruciale nei cambiamenti religiosi e culturali attuati dal marito, al punto che, secondo alcuni, sarebbe stata lei l’iniziatrice di tale rivoluzione. È stata certamente legata ad Akhenaton da un rapporto di profondo affetto, che ha portato a numerose raffigurazioni della coppia reale in atteggiamenti intimi e affettuosi. Akhenaton volle persino che agli angoli del sarcofago nel quale avrebbe dovuto essere sepolto ci fosse il ritratto di lei, al posto delle quattro dee tradizionalmente deputate a proteggere la mummia (Iside, Nephthys, Selkis e Neith). Come per Akhenaton, non si aveva traccia della sua mummia. Ma oggi, recenti studi su base genetica propongono l’identificazione della Regina nella mummia 61070 e del consorte nella mummia 61072. Queste mummie “anonime”, insieme ad una terza, furono trovate nella tomba di Amenhotep II KV35 nel 1898. Alcuni gioielli col suo cartiglio sono stati trovati presso la sepoltura reale ad Akhetaton, ma non ci sono altri indizi che sia stata veramente sepolta lì. Non si limitò ad interpretare il ruolo di grande sposa reale, poiché il faraone l’aveva coinvolta nella gestione del potere, e la sua influenza sulla guida politica del regno fu notevolissima. Per questo motivo ella appare rappresentata con la corona doppia, simbolo del potere faraonico. Dotata di straordinaria bellezza, è stata anche ritratta mentre distribuisce doni ai sudditi dal balcone del palazzo, oppure alla guida del suo carro, nonché nell’atto di colpire con una mazza il nemico, tutte simbologie di norma riservate al solo sovrano. Nelle lapidi confinarie Nefertiti viene descritta come “dama piena di grazia”, e “dotata di tutte le virtù”. Fu tanto oggetto di adorazione popolare da essere stata talvolta raffigurata come una dea. Nefertiti era soprannominata la bella, regnò per qualche anno al fianco del marito, al quale dette sei figlie e che quindi non assicurò la continuità al trono dei faraoni. Forse per questo motivo, ad un certo punto della storia egiziana, Nefertiti svanisce nel nulla. Anche sul sarcofago in cui avrebbe dovuto essere seppellito, Akhenaton riservò uno spazio a Nefertiti, ma del suo corpo,almeno fino ad oggi,non è mai stata trovata traccia. infatti le spoglie della bellissima regina del Nilo non sono mai state trovate, sono stati ritrovati alcuni suoi gioielli e il suo cartiglio vicino la sepoltura di Akhenaton, ma del suo sarcofago e del suo corpo nessuna traccia. Di Nefertiti c’e’ unche un altro busto, conservato al Museo del Cairo e fu scoperto dall’inglese Pendlebury durante la campagna di scavo del 1932-33, nel sito di el Amarna. Questa testa scolpita, con le pupille non incastonate, che doveva far parte di una statua, è carica di intensità spirituale: una vera seguace della luce che contempla la divinità, al di là del mondo delle apparenze. Nessuna iscrizione permette di identificarla formalmente con Nefertiti, benché gli storici dell’arte siano concordi nel riconoscervi la sposa di Akhenaton. Il nome Nefertiti significa “la bella è arrivata”. Alcuni egittologi supposero che la regina Nefertiti fosse di origine straniera, ma non è così. Il suo nome è tipicamente egizio e si riferisce alla sua funzione divina. La lettura esatta di Nefertiti è Ncferet-Ity, “la bella è arrivata”. Questa “bella” è la dea lontana che, dopo aver lasciato il Sole creatore, è partita per il deserto della Nubia. Senza di lei le Due Terre sono condannate alla sterilità e alla desolazione. Grazie all’intervento degli dei, in particolare di Thot e di Shu, la dea lontana ritornerà in Egitto, e la natura e tutti gli esseri viventi conosceranno di nuovo la felicità. Nefertiti è l’incarnazione di questa dea che viene o, più esattamente, che ritorna per elargire il suo amore al faraone, affinché risplenda come un Sole. Amore celeste e Maat, la Regola eterna, al tempo stesso, ella ricrea la luce e protegge il re incaricato di farla risplendere sulla terra. Tale era, del resto, il ruolo fondamentale di tutte le regine d’Egitto. Poiché il culto del momento era imperniato su Aton, Nefertiti si chiamava anche “perfetta è la perfezione di Aton”. Grazie a lei sorgeva il disco del Sole, il cui amore per la regina raddoppiava al momento del tramonto. Nel grande tempio di Aton si trovavano alcune statue della dea Nefertiti alle quali venivano rivolte preghiere perché ella continuasse a rendere rigogliose le Due Terre. Volendo affermare la potenza della luce di Aton, Akhenaton trascurò i misteri di Osiride. Bisognava pure, però, che i riti di resurrezione venissero compiuti e, in particolare, che le quattro dee poste agli angoli del sarcofago reale (fra cui Iside e Nefti) recitassero le litanie magiche. Grande sacerdotessa del culto di Aton, Nefertiti disponeva di uno spazio sacro particolare, “l’ombra di Ra”. E probabile che il re presiedesse il culto del mattino e la regina quello della sera. Da sola, Nefertiti poteva presiedere i rituali e presentare le offerte ad Aton. La regina Nefertiti godeva del notevole privilegio di spostarsi sul suo carro personale munito, come quello del re, di arco e frecce. Un bassorilievo conservato al Museum of Fine Arts di Boston presenta un particolare ancora più sorprendente: a bordo di una barca reale, Nefertiti, con la corona in testa, afferra un avversario per i capelli e lo colpisce con la sua mazza, assurgendo così a simbolo della vittoria dell’ordine sul caos. Normalmente, solo il faraone regnante compie questo gesto rituale, che si ritrova su un bassorilievo di Karnak.

Le figlie di Nefertiti e di Akhenaton furono:

La Principessa Merytaton

La Principessa Maketaton

La Principessa Ankhesepaaton

La Principessa Neferneferuaton Tasherit

La Principessa Neferneferura

La Principessa Setepenra

Si sono conservate alcune scene che, del tutto eccezionalmente per l’arte egizia, ci permettono di entrare nell’intimità della famiglia reale. Vediamo così Nefertiti allattare una delle figlie, lasciarsi accarezzare il mento da un’altra, tenerle sulle ginocchia, seduta a propria volta su quelle di Akhenaton. Akhenaton e Nefertiti vogliono dare piena evidenza al fatto che sono una famiglia felice e radiosa grazie all’energia che procura loro ogni giorno il dio Aton. Quello che propongono è un modello ideale, fondato sulla venerazione della luce, motivo per cui le bambine sono rese partecipi degli atti di culto. La coppia Nefertiti – Akhenaton ebbe sei figlie: tre prima dell’anno 6 e tre fra l’anno 6 e l’anno 9 del regno. E detto esplicitamente che sono tutte figlie della grande sposa reale Nefertiti. Poco dopo l’anno 12 del regno, un crudele evento doveva mettere a dura prova la coppia reale: la morte di Meketaton, la seconda figlia. Per questa famiglia che faceva della propria unità la dimostrazione dell’influenza benefica di Aton, si trattò di una lacerazione profonda. Si dovettero celebrare i riti funebri e procedere alla sepoltura nella tomba di famiglia; una scena mostra Akhenaton e Nefertiti in lacrime davanti al letto funebre. La morte di Meketaton minò irrimediabilmente il bell’edificio che la coppia solare aveva costruito. Nefertiti, che ne fu profondamente afflitta, morì a sua volta forse poco dopo. Interpretando con realismo le immagini delle bambine, alcuni egittologi ritennero che il loro cranio allungato fosse la traduzione estetica di una qualche malattia. Si ignora la data della morte di Nefertiti, come pure le circostanze in cui essa avvenne. Tutt’al più si può ammettere che sia morta prima di Akhenaton. Una delle figlie della coppia solare, Meritaton, sposò simbolicamente suo padre, ma ciò non basta a provare che Nefertiti fosse morta. Quando quest’ultima era ancora in vita, infatti, Meritaton, “l’amata da Aton”, era già considerata il terzo elemento della trinità sacra formata dal padre, dalla madre e dal figlio. Meritaton partecipa a numerose cerimonie, durante le quali, camminando dietro al padre, scuote un sistro per allontanare le influenze negative. Occupando un palazzo personale nella città del Sole, la fanciulla sembrava destinata alle più alte funzioni e ricevette il titolo di “grande sposa reale”. Ma scomparve piuttosto in fretta dalla scena pubblica e non sappiamo se sia morta giovane o se abbia deciso di ritirarsi dalla vita politica.C’è, poi, un altro enigma: il nome di Nefertiti si ritrova, in parte, nella titolatura di Smenkhkara, l’effimero monarca che Akhenaton associa al trono prima di morire. Probabilmente la regina Nefertiti venne sepolta nella grande tomba riservata alla famiglia reale e situata piuttosto lontano dalla capitale, in un luogo desertico, tomba che gli archeologi trovarono devastata e saccheggiata. Gli studiosi non sono concordi che la mummia di Nefertiti sia quella trovata nella tomba n. 55 della Valle dei Re. I nomi sono stati distrutti e il viso preso a martellate. Si tratta di Akhenaton, di Smenkhkara, della regina Tiy o di Nefertiti o la tomba di Nefertiti dve essere ancora trovata ?  È in corso da tempo anche un contenzioso tra la Germania e l’Egitto che vorrebbe indietro il busto della regina per un’esposizone di qualche mese al Cairo. Il busto si trova in Germania dal 1912, quando il responsabile dello scavo di Amarna, l’archeologo tedesco Ludwig Borchardt ve lo portò.

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