Otto Dix: Il dipinto “L’ Alba”, dopo 80 anni ritorna nuovamente al suo posto a Dresda (non piu’ gratis, ma ora per 800’000 Euro)

Germany Painting Returned

Otto Dix: Il dipinto “L’ Alba”, dopo 80 anni ritorna nuovamente al suo posto a Dresda (non piu’ gratis, ma ora per 800’000 Euro)

Il pittore espressionista Otto Dix ha donato il quadro nel 1920 al Museo della Città di Dresda. In seguito fu sequestrato dai nazisti perche’ ritenuto come “Arte degenerata”, il dipinto scomparse cosi’ per molti anni.

Otto Dix (1891-1969) trascorse i suoi anni più produttivi nella Città di Dresda, per questo dono’ il dipinto “L’ Alba” nel 1920 al museo della città. Egli dipinse qui quest’ olio su tela nel 1913. Nel 1933 fu una delle 498 opere dell’ espressionismo tedesco che erano state confiscate su ordine dei nazisti. Di questi quadri, 18 erano del pittore espressionista Otto Dix.

Nel 1937 a Monaco di Baviera viene esposto dai nazisti nella mostra dal titolo “Arte degenerata” e messo alla gogna e derisione al pubblico. Nel 1943 il custode del deposito del Ministero della Propaganda del Reich passa “L’ Alba” a un mercante d’arte di Güstrow. Poi è stato venduto più volte a collezionisti privati della Germania Ovest.

Nel gennaio 2013 il Museo della Città di Dresda per finanziare il riacquisto aveva forgiato un’alleanza in pochi giorni con la Hermann Reemtsma Foundation, Fondazione Rudolf-August Oetker e la Fondazione per la Cultura Ernst von Siemens. Il riacquisto del dipinto “L’ Alba” comprato all’ asta e’ costato ora 793’000 euro.

Analisi del quadro: Il sole sorge attraverso le nuvole scure della notte e i corvi si svegliano(simbolo di uccelli dei morti). Così vuole raffigurare un’ immagine di speranza. Fa pensare anche al quadro “Corvi su un campo di grano” (1890), l’ ultimo quadro di Vincent van Gogh.

 

OTTO DIX – CENNI BIOGRAFICI

Otto Dix, nato nel 1891 a Untermhaus, un quartiere di Gera, è uno dei pittori tedeschi più importanti, membro di spicco della Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività).   La “Neue Sachlichkeit”  fu un movimento artistico sviluppatosi alla fine della I Guerra Mondiale in Germania per il quale, influenzato dal Verismo e dall’Espressionismo, l’arte era un mezzo per denunciare la tragica situazione del dopoguerra tedesco e che abbracciava artisti come Otto Dix e George Grosz.    Otto Dix, nato da proletari, studia per cinque anni, dal 1909, alla Scuola di Arti figurative di Dresda; si arruola volontario e combatte in Polonia, Russia, Fiandre e Francia.  Le atrocità della guerra lasciano, ovviamente, un segno indelebile nelle sue opere, diventandone, insieme alla denuncia sociale e della critica all’ipocrisia borghese, il tema principale. Otto Dix diventa un pacifista.

Otto Dix, apprendendo da auto-didatta, ha assunto uno stile a metà tra Espressionismo e Dadaismo. Difatti, se primamente aderisce al movimento espressionista di Dresda nel 1919, fonderà, con George Grosz, il movimento dadaista tedesco, allestendo a Berlino, nel 1920, la prima mostra internazionale dada. Nel 1922 si trasferisce nell’Accademia di Düsseldorf, ove perfeziona la sua tecnica.   Nel 1927 diventa professore all’Accademia di Dresda e membro dell’Accademia Prussiana. Nel periodo dell’ascesa del nazismo pubblica qualche caricatura satirica di Hitler e denuncia l’orrore della società dell’epoca nei suoi dipinti e viene quindi inserito tra gli artisti degenerati, spogliato di tutte le sue cariche pubbliche e 260 sue opere vengono sequestrate ed in parte distrutte; passa un breve periodo in carcere con l’accusa di aver attentato alla vita di Hitler, fino al 1939, rifiuta di lasciare il paese, viene richiamato alle armi, in quanto veterano pluridecorato, e viene fatto prigioniero dai francesi nel 1945. Rilasciato nel 1946, riprende la sua attività artistica, producendo prevalentemente allegorie religiose e si trasferisce sul lago di Costanza. Muore 78enne a Singen (Germania) il 25 luglio del 1969.