Rosalinda Marinelli, pittrice di origine lucana

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Rosalinda Marinelli, figlia del pittore Vincenzo Marinelli, fu una delle prime donne a frequentare l’Accademia di Belle Arti in Italia.

Rosalinda Marinelli nasce a Napoli il 28 agosto del 1869 da Vincenzo e Maria Rosa Silvia Enrichetta Sarli. Da quel matrimonio,
atteso ben dodici anni, celebrato all’indomani del primo viaggio di Vincenzo Marinelli nelle regioni africane, nasceranno quattro figli. All’ultima egli volle attribuire il nome dell’amata madre, Donna Rosolinda De Simone dei Baroni Sifola di S. Martino d’Agri.
A dispetto delle convenzioni, Rosalinda frequentò il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, dove risulta iscritta nell’ottobre 1882. Ben poche furono le giovani italiane, all’epoca in cui Rosalinda si formava, alle quali fu consentito avere un’istruzione fuori dalle mura domestiche e ancor più in ambito artistico. Vedere entrare allieve nelle accademie dovette apparire quasi un “affronto” all’universo marcatamente maschile che le connotava da secoli, se anche nell’emancipata Torino Evangelina Alciati (1883-1959) risulta la  prima donna a diplomarsi in disegno e pittura agli inizi del Novecento. Il 16 ottobre del 1882 è Vincenzo ad inoltrare istanza di iscrizione per la sua giovane figlia al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove anch’egli era professore di pittura. Rosalinda è subito ammessa, ed è il padre a regalarci un desiderabile Ritratto della figlia che dipinge, oggi presso il Palazzo delle Prefettura di Potenza. Una delle rare opere ritrovate a firma “Linda Marinelli” è un autoritratto del giugno 1889, che porta in luce una personalità artistica matura desiderosa di offrire una fiera immagine di sé. Il sobrio ed elegante abito rosso con fiocco avorio, evidenzia un gusto raffinato a dispetto dell’imperante “margheristismo” dell’epoca, in quell’anno che fu altresì macchiato dal sangue di quelle terribili repressioni delle rivolte popolari che segnarono l’inizio della prima grande crisi politica e sociale dell’Italia unita. Nel 1890 Rosalinda sposa Lelio Padovani, matrimonio da cui nasceranno undici figli. Una vita intensa, quella di Rosalinda, fra l’arte e la famiglia che preservò integro il suo fascino, come denota il bel ritratto fotografico
nell’elegante salotto di casa, con accanto la statuina del Guappetiello di Francesco Jerace e tanti altri oggetti di collezione.
Rosalinda muore nella sua casa di Napoli il 25 agosto del 1953.