Vincent Van Gogh fu assassinato ?

Adeline Ravoux, 12 anni, figlia dell' albergatore Ravoux

Adeline Ravoux, 12 anni, figlia dell’ albergatore Ravoux, fu la prima persona che trovo’ Van Gogh al suo rientro in quel 27 luglio 1890.

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L’ albergatore Ravoux e famiglia, 1890

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Vincent Van Gogh da’ un ultimo sguardo ai campi di grano, che come un immenso tappeto giallo gli sta in quel momento davanti. Qui il trentasettenne, da mesi in preda a depressioni, prende il revolver dalla sua tasca e preme il grilletto.
Il 27 luglio 1890 a Auvers sur Oise muore cosi’ il piu’ geniale pittore mai vissuto al mondo. Cosi’ viene riportato la causa della morte nel reperto medico, nelle cronache dei giornali, nei libri e piu’ di un secolo dopo su Internet. Una nuova tesi di un gruppo di storici e esperti in forensica vuole affermare che invece le cose non andarono esattamente come tutti crediamo, ma che invece si tratto’ di un omicidio. Dopo anni di analisi di documenti, testimonianze e analisi balistiche per gli esperti una cosa e’ certa: la storia della morte di Van Gogh dovrebbe essere riscritta di nuovo. Ma cosa successe esattamente nelle ultime ore di vita del genio?

Nel maggio del 1890, tre mesi prima della morte, Vincent Van Gogh si trasferisce a Auvers sur Oise, un paesino ad una trentina di chilometri a nord di Parigi. Nell’ albergo  “Auberge Ravoux” affitta una camera. Nel piccolo paesino l’ artista produce opere come non mai prima: nei 68 giorni vissuti in questa localita’, tra campi di grano e romantiche stradine, Van Gogh dipinge piu’ di 80 quadri e oltre 60 disegni, l’ ultima opera fu creata il 27 luglio 1890. Quel giorno Van Gogh rientra all’ albergo senza cavalletto e scatole di colori, ma gravemente ferito da un colpo di arma da fuoco allo stomaco. Riesce a raggiungere la sua camera, nella quale 29 ore dopo muore.
Presubilmente avrebbe sussurrato ad un poliziotto chiamato sul posto alla domanda se si sarebbe sparato da solo con un “io penso di si”. Ma chi pensa di suicidarsi sarebbe andato in giro con cavalletto, tele colori e pennelli?
Chi penserebbe mai di suicidarsi con un colpo in pancia? E perche’ non si sarebbe sparato un altro colpo invece di trascinarsi all’ albergo a patire le infernali sofferenze subite?
Sono queste le domande che si sono posti gli storici Steven Naifeh e Gregory White Smith prima di cominciare una loro biografia sul pittore olandese intitolata “Van Gogh: The Life”.
Dopo tredici anni di ricerche i due sono certi che invece Van Gogh sarebbe stato assassinato.
Dal loro punto di vista la ferita riportata non avrebbe altre spiegazioni.
Per essere piu’ sicuri hanno contattato il medico legale Dr. Vincent Di Maio, un esperto in forensica su ferite da arma da fuoco.
Il suo verdetto finale e’ stato ” dal punto di vista forensico e’ molto improbabile che Van Gogh si sia sparato da solo, egli non si e’ suicidato”. Gli indizi sono a favore di questa tesi perche’ nel reperto dell’ autopsia non fu rinvenuta nessuna traccia di polvere da sparo sulle mani del pittore.
Questa e’ una cosa inimmaginabile perche’ le pistole dell’ epoca erano caricate con pallottole a polvere da sparo nera.
Inoltre ferite riportate da distanza ravvicinata sono estremamente sporche con polvere da sparo nera.
Inoltre e’ molto improbabile che uno come Van Gogh, che usava la sinistra per dipingere, abbia potuto spararsi da solo con quell’ angolazione descritta della ferita.
Alla fine e’ proprio l’ assoluta mancanza di polvere da sparo nel rapporto dell’ autopsia, dove alla fine si legge che il colpo sarebbe partito da una distanza di almeno mezzo metro, che e’ decisivo per poter dire che si trattava di un omicidio, perche’ e’ estremamente difficile con questi presupposti menzionati che si tratti di un suicidio.
Ma se non si era sparato da solo chi ha mai sparato al’ inventore dell’ arte moderna?
Anche qui numerosi indizi raccolti dai due studiosi porterebbero ad una conclusione in questo senso.
Da testimoni oculari Van Gogh sarebbe stato visto passare sotto la casa del sedicenne René Secrétan. Prioprio la persona che avrebbe criticato di piu’ il modo di dipingere di Van Gogh e che possedeva anche una pistola, dalla quale erano gia’ partiti colpi accidentalmente, forse anche quel fatidico 27. luglio 1890, tra gli splendenti campi di grano di Auvers sur Oise…