Vincent van Gogh: il quadro “Autoritratto con la pipa” al Kunsthaus di Zurigo e’ un falso di Emile Schuffenecker?

Autoritratto con la pipa di Vincent van Gogh, al Kunsthaus di Zurigo.

Autoritratto con la pipa di Vincent van Gogh, al Kunsthaus di Zurigo.

Autoritratto di Van Gogh con l' orecchio bendato, Courtauld Collection di Londra.

Autoritratto di Van Gogh con l’ orecchio bendato, Courtauld Collection di Londra.

 

Potrebbe essere stato dipinto da Emile Schuffenecker, (un insegnante di disegno vissuto agli inizi del Novecento) il quadro “Van Gogh, autoritratto con la pipa “, che e’ esposto al Kunsthaus di Zurigo.  Si tratta di uno dei quadri più famosi che sono esposti al Kunsthaus di Zurigo: “Autoritratto con la pipa” di Vincent van Gogh, secondo un articolo pubblicato in questi giorni da un settimanale elvetico. il quadro non è stato e’ stato dipinto dal maestro stesso. L’ autore dell’ articolo Hanspeter Born, insieme al giornalista Benoit Landais sostengono questa tesi.

Secondo la rivista svizzera «Weltwoche» il quadro che mostra Vincent van Gogh con un orecchio bendato e che fuma la pipa, non e’ un autoritratto del grande maestro, ma un falso dell’ insegnante di disegno e pittore dilettante, Emile Schuffenecker.   Secondo la rivista «Weltwoche», Emile Schuffenecker aveva una fotografia in bianco e nero di un dipinto di Vincent van Gogh del gennaio 1889, la quale è stata utilizzata da modello per dipingere la propria versione dell’ autoritratto di Van Gogh con l’ orecchio bendato.  Il quadro originale in questione si trova in Inghilterra, precisamente nella Courtauld Collection di Londra.

Secondo il «Weltwoche» l’ “Autoritratto con la pipa” di Vincent van Gogh percio’ non è stato dipinto dal maestro stesso, ma è inteso come un omaggio alla sua memoria.

Era già stato presentato tre anni dopo la morte di Vincent a Parigi come un vero e proprio van Gogh. Anche in altre mostre nel 1895 e il 1900, nessuno aveva dubbi che fosse una “Pastiche”, una patacca, di Emile Schuffenecker e che il famoso falsario vendette per 3000 franchi nel 1902 al commerciante di vini Gustave Fayet. (3000 franchi a quel tempo corrispondevano allo stipendio annuale di un insegnante di disegno)

Dopo la morte di Gustave Fayet, il famoso mercante d’arte parigino Paul Rosenberg ha venduto il presunto autoritratto ad Albert Lasker, il re della pubblicita’ in America, il quale lo lascio’ al Chicago Art Institute come un prestito-permanente. Il quadro in seguito fu acquistato dall’armatore greco Stavros Niarchos.Oggi, l’ “Autoritratto con la pipa” di Vincent van Gogh appartiene oggi al figlio di Niarchos, Philip che risiede a St. Moritz, in Svizzera.

Attualmente l’ “Autoritratto con la pipa” di Vincent van Gogh, e’ esposto come prestito-permanente al Kunsthaus di Zurigo.

 

«Von Matisse zum Blauen Reiter, Expressionismus in Deutschland und Frankreich»

Dal 7 Febbraio 2014 al Kunsthaus di Zurigo, ci sara’ l’esposizione: ” Da Matisse ai Cavalieri Blu (die Blauen Reiter), Espressionismo in Germania e Francia ” nella quale puo’ essere visto anche il celebre autoritratto di Vincent van Gogh “Autoritratto con la pipa” o anche chiamato ” L’homme à la pipe”.

Mi sono soffermato per ore davanti al quadro di Vincent van Gogh “Autoritratto con la pipa”. Io non sono un professore, però se si confronta il quadro esposto a Zurigo e quello del Courtauld Institute di Londra si nota subito la sproporzionata distanza degli occhi.  Relativamente molto distanziati nel quadro di Londra, relativamente molto ravvicinati nel quadro di Zurigo. Secondo il canone accademico la distanza tra i due occhi corrisponde alla misura di una lunghezza dell’ occhio stesso. Nel quadro di Londra la distanza corrisponde a circa due misure, nel quadro di Zurigo invece a circa un po’ piu’ della meta’ di una misura, quasi strabico.

Questo diventa ancora piu’ enigmatico sopratutto perche’ al confronto essi vengono dipinti da un’ angolazione quasi identica.

A sfavore della tesi di Hans Peter Born e del suo settimanale c’e’ da ricordare che già nel 2008 sul quadro “Rami di castagno in fiore ” di Vincent van Gogh, della Collezione Bührle di Zurigo erano stati anche avanzati dubbi sulla sua autenticita’.  In ogni caso, questo articolo potrebbe essere una brillante trovata pubblicitaria per la prossima esposizione, ma se si tiene conto solo gli abbonati del giornale, la folla penso sarà molto limitata!

 

Vincent van Gogh, note biografiche.

Van Gogh è uno dei più popolari pittori post-impressionisti, anche se non è stato ampiamente apprezzato durante la sua vita. Oggi è famoso per la grande vitalità delle sue opere che si caratterizzano per l’uso espressivo ed emotivo di colori brillanti e di una singolare applicazione energica di colori ad impasto, alcuni studiosi pensano che Van Gogh avesse dipinto direttamente col tubetto di colore ad olio. I traumi della sua vita, ampiamente documentati nelle sue lettere al fratello Theo, hanno avuto la tendenza a dominare e a distorcere la percezione moderna della sua arte.

Van Gogh naque in Olanda, si recò a Londra nel 1873  e risedette a Parigi nel 1874. Nel decennio successivo ha svolto molti mestieri, anche come predicatore laico. Nel 1883 si dedica maggiormente alla pittura e nel 1885-86 ha frequentato l’Accademia di Anversa dove è rimasto affascinato dalle stampe giapponesi e dal lavoro di Rubens. Al suo ritorno a Parigi nel 1886 conobbe artisti come Degas, Gauguin e Seurat. Da questa conseguenza ha ridotto i colori che usava.

Nel 1888 Van Gogh si stabilì ad Arles in Provenza, dove fu raggiunto da Gauguin e dipinse isuoi celebri girasoli. L’anno seguente un esaurimento nervoso lo porta in un sanatorio a St Remy,  in questo periodo aveva eseguito i celebri campi di grano con cipressi. Il 27 luglio del 1890, colpito da un nuovo attacco di depressione, si è sparo’ al petto e morì due giorni dopo.

Copyright  © 2013 – Gino Di Grazia – All Right Reserved – Tutti i Diritti Riservati –

http://www.vangoghvincent.altervista.org

http://www.impressionisti.altervista.org

http://www.espressionisti.altervista.org